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Quando un medico può accedere al regime forfettario

Il medico è un libero professionista e come tale accede in via naturale al regime semplificato e forfettario. Tuttavia il legislatore ha individuato, fin dalla prima stesura di legge nel 2014, una serie di vincoli all’accesso al regime forfettario. In questo articolo ci limiteremo a esaminare le cause ostative che derivano dal possesso di quote in società di persone e srl.

In ogni caso ricordiamo che le altre cause ostative sono il limite dei ricavi innalzato con la legge di Bilancio 2019 a 65.000 euro annui e la prevalenza dei ricavi derivanti dal rapporto col datore di lavoro o ex datore di lavoro (vedi l’articolo scritto il 2 Aprile 2019).

Riguardo invece al possesso delle quote in società, sono finalmente arrivati i tanto attesi chiarimenti dell’Agenzia delle entrate sui punti chiave delle cause ostative al regime forfettario di cui alla legge 190/2014.

La legge di Bilancio 2019, aveva infatti posto non pochi dubbi sulle condizioni che impediscono l’accesso al regime, nel caso in cui:

  1. il contribuente sia in possesso di partecipazioni in società di persone
  2. il contribuente sia in possesso di partecipazioni in srl se il soggetto controlla direttamente o indirettamente l’srl che svolge un’attività direttamente o indirettamente riconducibile al medesimo soggetto.

A spiegare tempi e condizioni arriva finalmente la ponderosa Circolare n.9/E.

In generale:

La Circolare ha messo in evidenza le differenze rispetto alla precedente normativa, per cui è stato soppresso il riferimento alle srl trasparenti, espandendo il limite a tutte le srl, con la nuova condizione che fa riferimento al controllo diretto o indiretto della società partecipata. Inoltre le società partecipate devono esercitare direttamente o indirettamente attività riconducibili al contribuente.

Ancora è stato aggiunto il riferimento alle imprese familiari.

All’ indomani dell’uscita della legge di Bilancio 2019, gli operatori non avevano riferimenti normativi per consigliare ai contribuenti la convenienza o meno a cedere le quote, visto che nessun riferimento è stato fatto sui tempi: da quando è richiesto il rispetto delle cause ostative? Da anno in corso o fin da quello precedente?

Il possesso di quote di partecipazione in società di persone

Secondo le indicazioni fornite dal Chiarimento n.9, il contribuente che si libera delle quote in società di persone, può accedere al regime in questione solo nell’anno successivo.

Unica eccezione viene fatta per l’anno incorso, per cui, data la mancanza di indicazioni, chi, operando in regime forfettario, non abbia ceduto quote già detenute nel 2018, ha tempo per tutto il 2019, pena la fuoriuscita dal regime.

In caso di successione, il contribuente potrà rimuovere la causa ostativa entro la fine dell’anno, diversamente dovrà uscire dal regime forfettario con decorrenza dall’anno successivo.

Quote di partecipazione in srl

Diversamente, per le quote detenute in società a responsabilità limitata, l’Agenzia ha chiarito che:

“con riferimento al momento in cui la causa ostativa riguardante le partecipazioni in s.r.l. opera, assumerà rilevanza l’anno di applicazione del regime e non l’anno precedente, dal momento che solo nell’anno di applicazione del regime si potrà verificare, sulla base di quanto si dirà[…], la riconducibilità diretta o indiretta delle attività economiche svolte dalla s.r.l. alle attività economiche svolte dal contribuente in regime forfetario”.

In altre parole la fuoriuscita dal regime si avrebbe nell’anno successivo il verificarsi delle condizione.

L’Agenzia ha chiarito che il possesso di una quota del 50% sia causa ostativa al regime ed ha osservato che al fine di verificare la sussistenza del controllo indiretto si computano i familiari (art.5 del TUIR).

La Circolare chiarisce ancora che non saranno ritenute attività riconducibili le attività autonomamente esercitate dalla srl.

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