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Commercialista per medici e dentisti

Novità fiscali

Regime forfettario

La legge 190/2014 introduce nel nostro sistema fiscale il regime cosiddetto agevolato, in quanto nasce in forza del fatto che si vuole applicare un’aliquota d’imposta ridotta rispetto a quella ordinaria.

Tale agevolazione è ammessa quando:

  • il soggetto che intende adottare il regime deve costituire una nuova attività e prevede di non superare nell’anno a venire un totale di compensi pari a 65.000 euro
  • il soggetto che opta per il regime in questione, nell’anno precedente non ha superato la soglia di 65000 euro di compensi.

In tutti i casi si può optare per il regime analitico.

La legge di bilancio 2020 ha inserito altre cause ostative di accesso al regime, lasciando però più di un dubbio interpretativo ancora in attesa di chiarimento.

Per adesso ci limitiamo a dire che sono cause ostative sia il possesso di quote di partecipazione in società di persone che il controllo diretto o indiretto di srl o associazioni in partecipazioni, la quali esercitano attività economiche riconducibili a quelle svolte da esercenti attività d’imprese, arti o professioni.

Restano dubbi i limiti di tempo entro i quali un contribuente può sciogliere i rapporti societari che gli impediscono l’accesso.

Medico e regime forfettario: aliquote

Il regime forfettario è previsto per le imprese, ma anche per i professionisti, ivi compresi i medici, ai quali consigliamo l’adesione al momento dell’apertura della partita IVA: tale opzione permetterà infatti di applicare un’aliquota sostitutiva del 5% (per i primi 5 anni di attività) o del 15% (dopo il quinto anno), in luogo degli scaglioni IRPEF, che oscillano tra il 23% per i redditi da zero a 15000 euro e il 41% per i redditi da 55001 euro e 75000 euro.

Medico e regime forfettario: calcolo del reddito

I medici che aderiscono al regime forfettario non possono dedurre né detrarre alcun costo, salvo i contributi previdenziali versati all’ente di previdenza. La base imponibile sulla quale applicare l’imposta sostitutiva è calcolata mediante un coefficiente di redditività, che nel caso di attività professionali e sanitarie è pari al 78%.

Per esempio, se un medico riceve nel 2019 compensi pari a 15000 euro e versa all’ENPAM 1930 euro di contributi previdenziali, l’imposta sarà calcolata come segue:

15000*0.78= 11700

11700-1930=9770

9770*0.05(imposta sostitutiva per i primi 5 anni)= 488.5

488.5 sarà l’imposta da versare per l’anno 2019.

Come sempre vi invito a seguire la mia pagina Facebook, che è una vera e propria guida al fisco e se vuoi aprire la partita IVA con me, dai un’occhiata alle nostre tariffe  🙂 

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