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Commercialista per medici e dentisti

Novità fiscali

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Cari ragazzi,

quest’artico è probabilmente uno dei più importanti, perché cercherò di spiegarvi come fare per capire se vi conviene o no aprire la partita iva. Questo è uno dei dubbi che più frequentemente mi sottoponete ed in effetti dalla scelta può derivare un grosso risparmio di tasse. Iniziamo: partiamo dalla prima nozione che dovete sapere

Tutti i compensi che incassate devono essere documentati, tassati e dichiarati.

sulla documentazione e sulla dichiarazione ci soffermeremo sul prossimo articolo, adesso parliamo della tassazione, che assoggetta i compensi in maniera diversa a seconda del regime che noi a priori decidiamo di applicare. Mi spiego meglio:

Noi, prima di svolgere le prestazioni possiamo decidere se lavorare come lavoratori autonomi occasionali o se aprire la partita iva e lavorare come liberi professionisti abituali. Questa scelta determinerà due regimi fiscali diversi e quindi due diversi calcoli di imposta. A ben vedere è l’IRPEF l’imposta che dobbiamo pagare in virtù delle prestazioni che svolgiamo per la nostra professione e questo a prescindere dal fatto se la svolgiamo occasionalmente o abitualmente.

Il legislatore però, da qualche anno a questa parte ci da la possibilità di aprire la partita iva in un particolare regime agevolato, il regime forfettario, che abbatte l’aliquota IRPEF portandola dal 23% (primo scaglione) al 15% (5% se abbiamo appena iniziato la nostra attività). Capiamo quindi subito che la tassazione in virtù della partita iva in regime forfettario è molto più vantaggiosa della tassazione dell’IRPEF. Tuttavia il legislatore, solo per la tassazione IRPEF ordinaria, concede delle “detrazioni fiscali” che ci permettono di far diminuire l’imposta, portandola addirittura a zero per i redditi fino a 4800 euro l’anno, tant’è che fino a questo importo non abbiamo neanche l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi a fine anno.

QUINDI:

TASSAZIONE MEDICO PARTITA IVA:

Abbiamo una tassazione del 5% (se iniziamo ora a lavorare). Dobbiamo recarci da un commercialista o all’Agenzia delle Entrate, aprire la partita iva e tutte la volte che riceviamo un compenso a seguito di una prestazione professionale, emettere fattura. I compensi che riceviamo sono al lordo dell’imposta e quindi entro il 30 Giugno dell’anno successivo dobbiamo fare la dichiarazione dei redditi e pagare l’imposta.

TASSAZIONE MEDICO LAVORO OCCASIONALE:

Abbiamo una tassazione del 23%, che però viene abbattuta totalmente fino a un reddito complessivo di 4800 euro l’anno, oltre il quale iniziamo a pagare l’imposta. Calcoliamo un risparmio fino a una soglia di circa 5600 euro. In questo caso non dobbiamo aprire la partita iva e fino a 4800 euro di reddito l’anno non dobbiamo fare la dichiarazione, che tuttavia ci conviene fare per recuperare a credito l’importo delle ritenute d’acconto, che sono le imposte che abbiamo anticipatamente versato.

Il medico e il lavoro occasionale

Prima di concludere devo precisare che il legislatore non da una definizione precisa di cosa intenda per lavoro occasionale, ma come suggerisce la parola stessa deve essere un lavoro svolto una tantum: se tutti i mesi emetto una fattura verso un medico che sostituisco, anche se è una fattura di un importo bassissimo, è evidente che fuoriesco dal campo dell’occasionalità e dovrò aprire la partita iva.

Se ancora qualcosa non vi è chiara potete vedere il video dove spiego meglio quest’argomento sulla mia pagina Facebook che vi consiglio di seguire perché è una vera e propria guida al fisco dedicata ai medici

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