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Commercialista per medici e dentisti

Novità fiscali

Regime Forfettario 2020

Buongiorno a tutti cari medici,

Oggi è 22 Dicembre, e mentre in queste ore sentiamo ancora parlare dell’approvazione definitiva della Legge di Bilancio e del discorso di fine anno che toccherà al Presidente Conte fra pochissimi giorni, noi analizziamo il contenuto del DDL, che non essendo più emendabile contiene in se le principali modifiche che dobbiamo sapere per iniziare nel modo migliore l’anno 2020, in particolare quelle che riguardano il regime forfettario 2020.

Nello specifico ci interessano i commi 691 e 692 dell’art.1 del DDL Bilancio 2020, che modificano nuovamente le condizioni di accesso e le cause ostative previste per l’adozione del Regime forfettario 2020, di cui alla legge 194/2014.

LE CONDIZIONI DI ACCESSO AL REGIME FORFETTARIO 2020

Per quanto riguarda le condizioni di accesso al regime forfettario 2020, il legislatore dispone due requisiti:

  1. Il contribuente deve aver percepito nell’anno precedente compensi non superiori a 65.000 euro;
  2. il contribuente non deve aver speso nell’anno precedente una somma superiore a 20000 euro lordi per dipendenti e collaboratori.

CAUSE OSTATIVE AL REGIME FORFETTARIO 2020

La maggiore novità del Regime forfettario versione 2020 è probabilmente data dalla reintroduzione dopo un solo anno anno di assenza della condizione ostativa connessa alla percezione di un reddito di lavoro dipendente o assimilato, di cui agli articoli 49 e 50 del TUIR, di importo superiore a 30.000 euro.

La verifica di tale soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato.

Redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente:

I redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente sono:

  1. Redditi da pensione
  2. compensi percepiti dai lavoratori soci delle cooperative di produzioni e lavoro, di servizi, agricole e della piccola pesca
  3. borse di studio o di assegno, premi o sussidi per di fini di studio
  4. compensi percepiti da amministratori, sindaci, revisori
  5. compensi per attività libero professionale intramuraria del personale dipendente del
    Servizio sanitario nazionale, e di altri dipendenti pubblici;
  6. indennità, gettoni di presenza e gli altri compensi corrisposti dallo Stato, dalle regioni,
    dalle province e dai comuni per l’esercizio di pubbliche funzioni nonché i compensi corrisposti ai membri delle commissioni tributarie, ai giudici di pace e agli esperti del Tribunale di sorveglianza;
  7. indennità delle cariche elettive e relativi vitalizi;
  8. rendite vitalizie e rendite a tempo determinato, diverse da quelle di polizze
    assicurative;
  9. prestazioni pensionistiche dei fondi comuni;
  10. assegni periodici;
  11. compensi percepiti dai soggetti impegnati in lavori socialmente utili.

Medici e medici specializzandi

La causa ostativa che riguarda i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente non deve preoccupare i medici specializzandi, in quanto il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 7 Marzo 2007 ha previsto un compenso per gli specializzandi che non raggiunge i 30.000 euro annui. Diciamo che per i medici specializzandi non ci dovrebbero essere cause ostative ragionevolmente applicabili.

Per quanto riguarda invece i medici specializzati, l’introduzione del limite dei 30.000 euro di reddito riguarda non solo i redditi da lavoro dipendente, ma anche i redditi per l’attività libero professionale intramuraria del personale dipendente del SSN. I medici dovranno quindi fare di nuovo i conti con questo ostacolo che era già vigente un anno fa e che la sua abrogazione ha dato a tanti la possibilità di accesso nel 2019. Quest’anno probabilmente molti dovranno nuovamente uscire dal regime creando così non pochi disagi per i contribuenti che da qualche anno a questa parte operano in balia della confusione più assoluta.

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